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Boulevard Solitude
Dramma lirico |
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| Dramma lirico in sette quadri di Hans Werner Henze su libretto di Grete Weil dalla Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut di A. F. Prévost. Quell’eclettismo musicale che risulterà ancora più esplicito in Re cervo, è già presente in modo creativo e innovativo in Boulevard Solitude, la storia di Manon Lescaut ambientata nella Parigi del 1950. Se è vero che la partitura di Henze è riuscita a rendere accessibile a un vasto pubblico la dodecafonia mostrando come essa non sia una mera speculazione intellettualistica, è altrettanto vero che le atmosfere musicali, le sottilità tonali, l’abile uso dell’armonia e l’utilizzazione dei mezzi vocali (che vanno dal parlato al recupero di arie pucciniane) riempiono questa opera di immaginazione e di bellezza. Boulevard Solitude, composto a Parigi tra il 1950 ed il 1951, riesce a riprodurre l’ambiente e l’ambito culturale di quegli stessi anni. La storia, che non è mai affrontata in una prospettiva moralistica, concede alla musica un preciso compito di commento e descrizione; il risultato è ottenuto mescolando gli elementi più eterogenei tratti dall’opera e dal balletto. L’opera, che fu accolta entusiasticamente al suo apparire, riesce con le sue dissonanze e le sue dolcezze a mostrare il divario che si è creato tra Armand e il mondo e a cogliere nel personaggio di Manon, l’esempio della difficoltà del vivere e dell’amare in un mondo dominato dal denaro, dall’avidità e dall’incomprensione. L’idea musicale si basa sul confronto fra il mondo “genuino” dei due amanti, rappresentato dal linguaggio dodecafonico e quello corrotto che li circonda, illustrato dalla tonalità, secondo un concetto proprio dell’avanguardia del dopoguerra, della musica seriale come espressione di autenticità e di libertà. La partitura è intercalata con ampi e sapienti interludi orchestrali e presenta anche un libero uso di ritmi e melodie jazz. LA TRAMA: Quadro I. Sala d’aspetto di una stazione francese all’indomani della guerra: Manon Lescaut e lo studente Armand Des Grieux si innamorano e fuggono a Parigi. Armand smette gli studi e il padre gli taglia gli aiuti. Quadro II. Una soffitta a Parigi. Manon ha un lungo colloquio con il cinico fratello Lescaut che le ha trovato un amante ricco, Lilaque. Quadro III. Nell’elegante salotto della casa parigina di Lilaque, Manon sta scrivendo ad Armand. Sopraggiunge il fratello che la interrompe furioso, sostenendo che ella è la loro unica fonte di denaro. Lescaut ruba dei soldi dalla casa di Lilaque, il quale se ne accorge e li caccia entrambi. Quadro IV. Nella biblioteca dell’Università i due amanti sono nuovamente uniti, ma la riconciliazione dura poco. Armand è preso dal più profondo sconforto al pensiero di poter vedere l’amante solo saltuariamente. Nel Quadro V Manon si accompagna con un nuovo ricco protettore, Lilaque figlio, che le è stato presentato dal fratello. Armand riceve per lettera un appuntamento da Manon e nel Quadro VI i due si incontrano all’alba nell’appartamento di Lilaque. Lescaut spinge Armand ad andarsene prima che Lilaque si svegli e ruba un quadro dalla parete. Entra Lilaque padre che, accortosi del furto, chiama la polizia. Lescaut gli spara, mette la pistola in mano a Manon e scappa. Quadro VII. All’esterno della prigione in cui è rinchiusa Manon, Armand si abbandona alla disperazione. Roberta Bottino |
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