F.D.B.

La favola degli F.D.B.: l'era dell'analogicodigitale

….C’era una volta Alex, nella vita Java-developer,

….C’era una volta Dave, nella vita disegnatore CAD 3D.

Un giorno, dopo aver assimilato il mondo tramite televisione e PC, i due capirono che la loro essenza digitale e analogica non era solo un modo di vivere, ma una necessità da diffondere al Mondo come una nuova Fede. Armati di una ricerca ossessiva del groove e della strumentazione più sofisticata, iniziarono a far ascoltare il loro credo, fatto di un solo comandamento: far ballare l’adrenalina della gente!

Fu così che Alex, profeta del basso digitale, e Dave, profeta della programmazione loop, si incontrarono nel progetto F.B.D. Difficile interpretare i significati del loro nome: FuckingBobbyDolls. Si sa per certo che il nome trae ispirazione da una famosissima opera d’arte in cui la bambola nuda di Barbie amoreggia con quella di Big Jim.

Difficile avere notizie da Alex e Dave, sempre fisicamente sfuggevoli e ‘nascosti’ dietro e dentro la loro musica. Che Bobby voglia richiamare il nickname di qualche forza dell’ordine del UK? Che BobbyDolls voglia invece richiamare il termine babydoll? E Fucking? A cosa si riferisce? All’atto amoroso di ipotetiche bambole a forma di bobby? Chi può dirlo! Troppi i significati possibili.

Di sicuro però si sa che il F.B.D. project fu al principio l’hard-core violento 1998, poi divenne house di ispirazione francese, deep-house e tech-house con sfumature jazz e R&B. Con il 2002, l’uscita del loro omonimo cd ha permesso nuovi e importanti contatti internazionali che forse daranno la giusta fama a questi due progettisti e costruttori di suoni. Un basso, una groove box e un computer come campionatore, questi i compagni di viaggio di Alex e Dave. Singole tracce di canzoni, suoni e voci vengono campionate per essere mixate e poi equalizzate, almeno in parte. Miles Davis, Aretha Franklin, Stern, Gerswing e Barry White. Questi alcuni dei grandi nomi che ‘prestano’ la loro voce per aiutare lo spirito degli F.B.D. a creare quel mondo sonoro unico nel suo genere.

“Night moves”, “house melody”, “glittering dark” e “the same old someone” sono i brani più apprezzati. La novità dei suoni allontana il rischio del già sentito, trascinanti soft melodies si alternano ad energici up and down musicali che regalano ai brani una piacevole ritmica circolare. Circolarità che si ritrova nella struttura dell’album: alla domanda che una famosa(?) giornalista pone nell’intro, risponde, alla fine delle tracce, la voce di Gene Wilder appena uscita da “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”…..



BARBARA COMPAIRE

bicomper@inwind.it